COME SI CREANO LE GROTTE E LE VORAGINI

L’acqua piovana durante la sua caduta ”cattura” nell’aria anidride carbonica, quindi si satura ulteriormente di questo composto naturale(2) attraversando l’ambiente compreso fra il margine superiore della vegetazione arborea od arbustiva e quello inferiore del detrito vegetale. Le superfici crepacciate delle montagne, particolarmente quelle di natura calcarea, assorbono facilmente l’acqua meteorica. Inserendosi nelle fratture delle rocce e nei giunti di strato questa produce nuove infiltrazioni ed allarga con la sua azione fisico-chimica le esistenti fessure degli strati freatici.

L’azione fisica agisce con lo scorrimento, cui sovente s’unisce l’effetto abrasivo, giacché l’acqua trascina con sé sabbia e rocce frantumate di varia grandezza, che nel corso dei millenni sfregano, urtano e consumano le pareti, allargandole progressivamente.

L’azione chimica è altrettanto rilevante, poiché l’acqua che giunge nel profondo delle rocce calcaree è ormai satura di anidride carbonica, che tende a trasformarsi in acido carbonico, in grado d’intaccare il calcare più compatto, compresa la dolomia.

E’ così, dunque, che dal triplice ed intimo connubio della roccia, dell’acqua e del tempo si sono create grandi e profonde cavità: le grotte e le voragini, che saranno argomento di questa sezione.

 

 

NOTA (2).  Formato da un atomo di carbonio e due di ossigeno = CO2.

torna al testo

 

 

 

 

SCHEMA DELLA FORMAZIONE

DELLE CAVITA’ CARSICHE